“From Jesus Movement to Christianity: A Model for the Interpretation”
Adriana Destro e Mauro Pesce
Parlano a Tours sul tema:
From Jesus Movement to Christianity:
A Model for
the Interpretation”
(18 giugno ore 9.30).
nel convegno in ternazionale:
Quand l’Église et la
Synagogue se sont-elles distinguées?
The Parting of the Ways Revited
Université François Rabelais de Tours – École Pratique
Haiutes Études Paris
Tours 18-19 giungo
Università di Tours: Bibliothèque Universitaire 5e étage.
Vedere la sindone costa almeno 200 € e tre giorni: Usa tempo e soldi per chi he ha bisogno
Ricevo oggi 20-mag-2010 9.06
da Giorgio SAGLIETTI" una lettera che egli ha a sua volta ricevuto
Ogg: ho ricevuto questa lettera su un argomento di attualità e la
condivido con i destinatari
SINDONE
Pochi
lo
sanno. A Nonantola, a dieci chilometri da Modena, nel museo abbaziale, è
esposto
un prezioso reliquiario d’argento del 1679 che accoglie un pezzo della
croce di
Gesù di centimetri 29 per 18 per 2. Sembra il secondo per grandezza dopo
il
frammento nella chiesa di Santa Croce a Roma. La reliquia nonantolana è
coperta
di una lamina d’oro con quattro clipei, medaglioni, che rappresentano
santi
orientali.
La
reliquia
infatti proviene da Costantinopoli e arriva nell’Abbazia, almeno cento
anniprima della Sindone in Italia, quando
giunsero allora in occidente molte altre reliquie legate alla
crocefissione di
Gesù, come chiodi, spine, la lancia, la colonna della flagellazione, la
scala
santa, e la casa della Madonna di Loreto, portate dai crociati dopo il
saccheggio di Costantinopoli nella IV crociata del 1204.
Noi
modenesi
amiamo la reliquia di Nonantola ma facciamo fatica a credere alla sua
autenticità. Se mettessimo insieme tutti i pezzi della croce di Gesù che
ci sono
nelle chiese, si farebbero almeno quattro metri cubi di legno. Tra
l’altro al
tempo di Gesù non c’era l’abitudine di conservare ‘reliquie’ (‘resti’,
in
latino), specialmente di un povero e sconosciuto carpentiere giustiziato
dai
romani.
Non
si
capisce allora perché alla prima ostensione della Sindone a Torino,
tremila
modenesi si sono precipitati al grande spettacolo. Anche questo
misterioso
lenzuolo era apparso in Italia proprio nel XIII secolo e l’esame al
carbonio 14,
mostra che il tessuto ha meno di mille anni.
Si
dice:
anche se quello non è il lenzuolo del corpo di Gesù, ci ricorda la
sofferenza di
Cristo e di qualsiasi uomo innocente torturato.
Ora
facciamo
un ragionamento. Per vedere la Sindone ci vogliono tre giorni e si
spendono 200
Euro. “Caro modenese in fila da tre ore per vedere per un minuto il
sacro
lenzuolo, ti suggerisco un’alternativa più economica e specialmente più
cristiana. Quelle 80 ore che hai messo a disposizione per contemplare
commosso
la sindone, usale per guardare i volti dei crocefissi intorno a te.
Guarda con
simpatia la faccia senza speranze dei vecchi del tuo condominio; osserva
con
pietà i volti distorti dei disabili del tuo quartiere. Visita con
compassione le
facce smagrite dei malati terminali. Vai alle mense pubbliche e prova ad
osservare il disoccupato che umiliato chiede un pasto. Immagina i cento
volti
disperati, degli inquilini del carcere e del CPT (Centro di Permanenza
Temporanea). E poi guarda qualche volta allo specchio anche il tuo volto
segnato
dalle preoccupazioni e dalla sofferenza. I duecento Euro che hai
risparmiato,
usali per fare un regalo a un operaio disoccupato e poi va’ a venerare
la croce
nostrana a Nonantola e ricorda tutte le croci che gli uomini, le donne e
i
bambini, devono portare.
E
da quella
via che sei lì, visita la bella Abbazia millenaria con la sua suggestiva
cripta
dalle cento colonne. E poi vai a mangiare una pizza con tua moglie e i
tuoi
figli, lasciando a casa la televisione.
Chissà
quando i cattolici italiani con i loro papi, le loro televisioni e i
loro
vescovi, dimenticheranno per un momento le ostensioni di sindoni
miracolose, i
segreti minacciosi delle madonne di Medjugorie, le truci profezie di
Fatima, i
misteri angoscianti di padre Pio, per cercare di fare il vero miracolo:
creare
posti di lavoro per i giovani e i disoccupati, e allontanare i politici
corrotti.
Abbiamo
bisogno di ritrovare il sorriso.
Beppe
Manni
19
maggio
2009
Il lenzuolo del cadavere di Gesù nei più antichi testi cristiani
Il lenzuolo del cadavere di Gesù nei più antichi testicristiani
1. Perché mostrare la sindone?
Nellabuca delle lettere ho trovato un invito a un pellegrinaggio organizzato da unaParrocchia cattolica del centro storico di Bologna in cui vivo. Ilpellegrinaggio era organizzato «in occasione dell’ostensione della sindone(il lenzuolo che tutto lascia ritenereche abbia ricoperto il corpo di Gesù durante la sua permanenza nel sepolcro,lasciandovi impresse, come in un negativo fotografico, le impronte dellesofferenze da lui subite durante la passione)». Evidentemente l’ideadell’autenticità del lenzuolo chiamato “sindone” è penetrata capillarmente inogni settore di base della chiesa cattolica, dal Nord al Sud Italia. Pochigiorni fa, il venerdi santo, in Viale Fardella a Trapani, in una piccolacartolibreria cattolica i libri in vendita erano quasi tutti sulla sindone.
Midomando perché la Chiesa Cattolica italiana mettea oggi così grande impegno asostenere l’autenticità di questo pezzo di stoffa. Sono nato e battezzatocristiano, ho avuto - come molti miei amici e conoscenti - una educazionecattolica serena e accurata. Per tredici anni dalla prima elementare alla terzaliceo ho frequentato le scuole dei padri gesuiti, di cui ho un buon ricordo. Hoaddirittura frequentato come laico per tre anni i corsi di filosofia dellaPontifica Università Gregoriana. Mai, in questo percorso più che ventennale,qualcuno mi ha parlato della cosiddetta sindone. Da bambino leggevo le vite diGesù e di Maria che mi davano in casa. La mia famiglia recitava ogni giornodopo cena il rosario. Ho imparato a memoria con un certo entusiasmo e impegnoil catechismo di Pio X. Mai, dico mai, coloro che si occupavano della mia fedemenzionarono la sindone.Diventatoadulto mi sono trovato a decidere se rimanere o no nella fede cattolica. Lostudio della storia del cristianesimo, della storia delle religioni, e ilconfronto serrato con la filosofia moderna mi obbligava a passare da unacultura accettata per tradizione (anche se vissuta intensamente)ad una decisione individuale meditata.Ebbene, in questo processo di riesame critico non mi sono mai imbattuto inqualcuno che proponesse la sindone come un punto riferimento importante.
Perriuscire a capire cosa serva alla Chiesa Cattolica di oggi tutta questa enfasisulla sindone, sono costretto a pormi delle domande:
- Forse la Chiesa Cattolica di oggi, che ha sposato con cosìgrande entusiasmo il culto a Padre Pio, vuole promuovere un culto popolare cheabbia un oggetto più vicino al centro della fede cristiana: Gesù Cristo?
Il libro l’Uomo Gesù e la odierna necessità di una ricerca sul Gesù storico
Premessa
Una ricerca che tenti, pur con
approssimazione, di ricostruire la fisionomia storica di Gesù è necessaria e
inevitabile per due ragioni.
La
prima sta nella natura dei documenti che abbiamo a disposizione. La
documentazione che abbiamo per conoscere Gesù consiste essenzialmente in testi. Tuttavia non riproducono mai
semplicemente i fatti. Li propongono servendosi di punti di vista e dischemi
interpretativi.
Il secondo aspetto che rende necessaria una ricerca
sulla figura storica di Gesù è la divergenza tra i documenti che abbiamo a
disposizione. Sono le differenze tra i vangeli che obbligano a domandarsi quali
fossero le parole pronunciate da Gesù o gli atti da lui compiuti.
Adriana Destro -
Mauro Pesce
Il libro l’Uomo
Gesù e la odierna necessità di una ricerca
sul Gesù storico
1. Necessità e fecondità di una ricerca sul Gesù
storico.
Anche in Italia si va sempre più diffondendo
l’esigenza di ritrovare la figura storica di Gesù. Di fronte a questo rinnovato
interesse che si manifesta molto profondamente anche tra i non specialisti,
alcuni affermano che i libri che cercano di ricostruire la figura storica di
Gesù sarebbero in fondo poco utili perché presentano immagini sempre diverse di
lui.[1]
Altri arrivano addirittura ad affermare che la ricerca storica, su Gesù,
proprio per questo sarebbe fallita. Ma in realtà le ricerche storiche offrono
sempre aspetti parziali, punti di vista e non pretendono di essere
assolutamente vere e definitive in ogni loro aspetto. L’importante che in esse
sia seguito un metodo rigoroso, verificabile e che ciascun elemento messo in
luce aiuti a raggiungere una conoscenza maggiore. La ricerca storica è sempre
settoriale, ma non superflua. Del resto, questa è la condizione della
conoscenza umana: sempre prospettica, ma necessaria. L’alternativa non è tra
verità assoluta e errore, ma tra risultati più o meno convincenti. Antropologi
e storici sono consapevoli che le proprie ricostruzioni sono provvisorie e
dipendono da punti di vista e obiettivi precisi. Ma è proprio questa
ineliminabile soggettività che dà valore alla ricerca e che suscita l’energia
di altre indagini.
[1] Così ad esempio afferma più volte il giornalista e
scrittore cattolico Vittorio Messori.
Modernità e cristianesimo, su un libro di T.Gregory
L’esame scientifico della natura e la caduta del sacro. L’
importanza del cristianesimo per il pensiero filosofico nel libro diTullio Gregory, Speculum naturale.
Percorsi del pensiero Medievale
(Raccolta di studi e testi, 235) Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2007.
1.
Dico subito che le mie riflessioni, necessariamente, dovranno avere a volte
deitoni autobiografici. Il primo
corso che frequentai all’Istituto di Filosofia dell’Università di Roma, insieme
ad altri studenti di allora divenuti poi docenti universitari di filosofia
(come Marcella D’Abbiero, Maria Vittoria De Filippis, Marta Fattori, Giorgio
Stabile e tanti altri)fu quello
di Storia della filosofia medievale tenuto da Tullio Gregory. Ebbi poi la
fortuna di concludere il mio percorso universitario con una tesi consigliata e
diretta da lui sul dibattito sorto negli anni Quaranta del Novecento
attornoalla cosiddetta Nouvelle
Théologie, un dibattito che aveva al centro
alcuni studiosi del pensiero medievale di cui il libro Speculum
naturale tratta a fondo in diverse
occasioni.
In
questo libro, del resto, ritornano aspetti fondamentali di metodo che noi, come
suoi allievi, abbiamo imparato da Gregory fin dai primi anni. Gregory ci
instillava una diffidenza verso i concetti storiografici troppo generali e
onnicomprensivi, considerati perniciosi per la comprensione sia dei testi sia
del pensiero dei singoli autori. La comprensione storica doveva essere attenta
alla fisionomia propria, effettiva, di ogni singolo testo, pensatore e
fenomeno. L’idea di una successione necessaria di caratteristiche epocali,
definite da concetti generali che descrivono il susseguirsi di periodi,
concepiti in necessario progresso, era costantemente criticata. Si trattava di
prendere le distanze sia dalle schematizzazioni e generalizzazioni storiche del
positivismo, sia da quelle neoidealistiche o teologico-provvidenzialistiche.
Un’attenzione così concentrata sulla comprensione
A VIDA DE JESUS CRISTO
Editorial Presença, Traduzione portoghese di "Inchiesta su Gesù" (marzo 2008).
Sinopse:
Nos últimos cinquenta anos, novas descobertas... + LEGGI TUTTO