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Filoramo e Capitani discutono un libro di Tullio Gregory

CISEC

Centro Interdipartimentale di Scienze delle religioni

In collaborazione con

 

Dipartimento di

Discipline Storiche, Antropologiche, Geografiche

Università di Bologna

Piazza san Giovanni in Monte 2, 40124 Bologna,

 

 

 

 

 

 

Ovidio Capitani e Giovanni Filoramo

 

Discutono il libro di

 

Tullio Gregory

 

Speculum naturale

Percorsi del pensiero medievale

(Edizioni di storia e letteratura)

 

Bologna 10  marzo 2010

Aula Gambi

Piazza San Giovanni in Monte 2

 

 

ore 16.15

 

 

Presiede Mauro Pesce

 

 

 

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Gesù e le donne del suo tempo

Gesù e le donne del suo tempo

Adriana Valerio e Giovanni Filoramo discutono con Adriana Destro e Mauro Pesce

il libro

L'uomo Gesù (Milano, Mondadori)

 
Con chi confrontare Gesù?

MI SCUSO PER IL RITARDO CON CUI RISPONDO; MA IL LAVORO DI QUESTI MESI È PESANTE

 

Domanda per Mauro Pesce:

Gentile Professore Pesce,
So che da importanza alla divulgazione scientifica, e quindi da importanza alle domande che le pongono ragazzi come me:perché sa che per la scienza non ci sono argomenti che non si possono trattare, perché apprezza chi ha curiosità, chi dimostra interesse verso questi argomenti e si documenta perché vuol sapere e non restare ignorante, chi ama ragionare con la sua testa. Capisco comunque che  non le pongo forse considerazioni interessanti più di tanto. Ma mi perdonerà la domanda sciocca, data la mia non competenza.
Mi piacerebbe se potesse dirmi la sua opinione riguardo una domanda che le posi, e adesso gliela formulo di seguito con più dettaglio, per essere più chiaro.
Il Gesù storico non è il redentore, e si hanno dubbi se si sia definito il Messia,  e non si può stabilire in che rapporto sia col “Figlio dell’uomo” di cui parla nel vangelo più antico che abbiamo, quello di Marco.
Non si sa se Gesù si identifichi con il Figlio dell’uomo (oppure ne annunci la venuta!), se abbia detto di sé di essere il messia oppure no, se conoscesse quella letteratura Enochica che faceva del titolo “figlio dell’uomo” un titolo messianico, oppure sia la comunità che ha messo in bocca a Gesù le parole:
“Il figlio dell’uomo è venuto per servire ed a dare la propria vita in riscatto per molti”, come Lei giustamente sostiene.
A questo punto il confronto con la storia del maestro di giustizia, e forse col suo ruolo e le sue convinzioni diventa particolarmente interessante.Il Maestro di Giustizia come Gesù è:
1)      fondatore di una comunità che credeva nella nuova alleanza con Dio tramite di lui, e interpretava con significato messianico gli stessi passi della Bibbia che i cristiani riferiscono a Cristo; che credevano nella figura di un servo sofferente, si definivano “poveri in spirito”, descrivevano il messia con i termini propri dei vangeli (figlio dell’altissimo),  ecc ecc…
2)      osservante delle leggi mosaiche;
3)      un profeta, e non un guerriero;
4)      ha annunciato imminenza della venuta del regno;
5)      ispirato da Dio e venuto a spiegare agli uomini il vero significato delle sacre scritture;
6)      ha parlato ai poveri (Craig Evans ritiene probabile che il discorso delle beatitudini 4Q525 sia riferito a maestro di giustizia);
7)      è stato perseguitato dal sinedrio;
8)      personaggio di cui le scritture anticipano la venuta con oracoli profetici (leggo F.F. Bruce, dove per il maestro di Giustizia, si cita per esempio Habbacuc);
9)      i 12 membri dell’assemblea di Qumran ricordano i 12 apostoli, e rappresentano le 12 tribù di Israele;
10)     Molti studiosi di una certa fama ritengono che il maestro di giustizia tornerà alla fine dei tempi e che è un messia,  leggendo il documento di Damasco (Van der Woude, Florentino G. Martinez, Gershom Scholem, J.C. O’Neill …);
11)     Altri studiosi ritengono che sia anche morto martire, e trovano argomento per sostenere ciò nel documento di damasco (CD 20.14, “gathering in”, espressione comune per indicare la morte come in Gen 25.8,17) e nel commento ad Habbacuc (swallowed up, in the Days of Atonement”) (per esempio J.C. O'Neill, F.F.Bruce, Eisenmann,G.A. Wells,altri…):
12)      Nel documento di damasco (CD IV,2) si legge che il maestro di giustizia è stato inviato per suggellare il patto di nuova alleanza (Gèza Vermes , dead sea scrolls in English)
13)     Secondo lo studioso  Kerry A. Shirts, che cita  H.J. Schonfield, il maestro di Giustizia fu identificato con Giuseppe:
14)     Il maestro fu tradito nei giorni dello Yom Kippur (days  of Atonement), una festa con significato di remissione dei peccati, come la Pasqua cristiana, in cui fu tradito Gesù. D’altra parte leggo che nel libro dei Giubilei, xxxiv. 15, Giuseppe fu venduto dai suoi fratelli nei giorni dello Yom Kippur

15)     E se gli inni di autoglorificazione, come li definisce il Prof. Knohl in : “il messia prima di Gesù”, il libro ritirato dal commercio da Mondatori, fosse effettivamente stato scritto dal Maestro di Giustizia, come sostengono molti (di recente Michael Wise in “the first messiah", 1999, ha proposto la tesi che sia stato attribuito a lui, per diverse ragioni)?

Le analogie diventano più strette se si tolgono gli aspetti di Gesù e le dottrine che sembrano provenire da altre culture non giudaiche alla figura del Gesù storico .

Lei, personalmente cosa ne pensa?

 

Mauro Pesce risponde

 

Nelle mie ricerche non mi è sembrato mai interessante nè corretto cercare di immaginare che la realtà storica sia stata occultata collettivamente e che una figura storica come quella di Gesù non corrisponda storicamente a Gesù, ma ad un altro personaggio, ad esempio il Maestro di Giustizia di cui parlano documenti delle grotte di Qumran. Cosicchè per scoprire chi sia Gesù sarebbe necessario sapere chi era il Maestro di giustizia. Ma lei non dice quest. 

Lei dice solo che vi sono delle affinità e che queste affinità permetterebbero allora di capire meglio  Gesù alla luce di chi fu il Maestro di giustizia.

 Ma qui  io insisto su un metodo storico da quale non mi voglio allontanare.

1. Un figura storica, quella di Gesù ad esempio, va ricostruita sulla base dei documenti che abbiamo che parlano di lui, letti secondo l'analisi della critica storica.

2. una volta ricostruita una immagine storica convincente possiamo confrontarla con altri personaggi dell'epoca ricostruiti con il medesimo metodo di lettura critica delle fonti.

3.  il confronto è certo utile, anzi necessario, ma va fatto con tutte le figure storiche utili del tempo, non con una sola.

4. Ogni volta che facciamo un paragone di un personaggio con un altro finiamo per guardare il personaggio che studiamo solo da alcuni punti di vista: quelli che crediamo divedere nell'altro personaggio con cui lo confrontiamo. Il pericolo perciò di ridurre il primo al secondo è altissimo. Bisogna quindi confrontare Gesù con molti personaggi e ogni volta stare attenti a ciò che di Gesù è assente nel personaggio confrontato e viceversa.

5. Nel caso di Gesù bisogna partire da Giovanni il Battezzatore perché è con lui che egli si incontra in un modo decisivo. In questo momento della mia ricerca sono più interessato a studiare il confronto di Gesù con il battezzatore. Mi sembta molto strano che certi libri e articoli parlino tanto di un ambiente qumranico di Gesù e tacciano su Giovanni Battista (magari riconducendo anche lui,  a Qumran, essensimo. ecc.).

 
sto leggendo

Sto leggendo con estrema passione “Fredric Jameson, Il desiderio chiamato Utopia, Milano Feltrinelli 2007”, soprattutto le pagine sull’Utopia di Moro.

e anche i saggi di Carlo Ginzburg sullo sciamanesimo.

 

Jameson è straordinariamente stimolante per il suo metodo di analisi dei testi e per la riflessione sulla funzione degli intellettuali e i luoghi di formazione del pensare.

 
The Jewishness of Jesus and Jewish-Christian Dialogue A Colloquium in honor of Dr. Joep van Beeck, S

The Jewishness of Jesus and Jewish-Christian Dialogue A Colloquium in honor of Dr. Joep van Beeck, S.J

  March 16, 2010

Convengo organizzato da Edmondo Lupieri presso

Department of Theology
Loyola University Chicago · 1032 W. Sheridan Road, Crown Center, Room 302, Chicago, IL 60660
Phone: 773.508.2350 · Fax: 773.508.2386 · E-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

 
Nuovo libro di W.Stegemann su Gesù
jesus_und_seine_zeit.jpgW.Stegemann, Jesus und seine Zeit, Kohlhammer, Stuttgart 2010
 
Giovanni di Gamala non è il vero Gesù storico.
Salve Prof. Pesce, mi chiamo Andrew.
Le scrivo per sapere cosa ne pensa delle teorie di Emilio Salsi, Giancarlo Tranfo etc. su Giovanni di Gamala che sarebbe il vero Gesù storico.
 
Mauro pesce risponde:
 
Pur rispettando le loro persone penso che si tratti di lavori non fondati storicamente
Mauro Pesce
 
mancanza di liberta' nella TV di stato

IERI HANNO VIETATO LA TRASMISSIONE PROTESTANTESIMO DEI PROTESTANTI ITALIANI SULLA TV DI STATO PERCHE' AVREBBE PARLATO DEGLI IMMIGRATI SIAMO IN PIENO REGIME ILLIBERALE INTERVENIAMO COME POSSIAMO DIFENDIAMO LA LIBERTA' NOSTRA E DEGLI ALTRI

 
Prsentazione a Follonica del libro L'Uomo Gesù di Destro-Pesce
stemma della testata


L'uomo Gesù

Adriana Destro - Mauro Pesce
sabato 20 febbraio 2010
Biblioteca della Ghisa
Con l’intervento di Don Enzo Greco
Ore 17.30

Chi era davvero Gesù? A chi si rivolgeva la sua predicazione? Cosa nei suoi comportamenti e nelle sue parole provocò l'entusiasmo di tanti seguaci e l'ostilità estrema di coloro che l'uccisero? Adriana Destro, Professore di antropologia culturale dell’Università di Bologna e Mauro Pesce, Professore ordinario di Storia del Cristianesimo, presso la stessa Università,  si cimentano in una rilettura dei Vangeli canonici e apocrifi e dei testi del primo cristianesimo, attraverso le lenti dell'antropologia e della storia sociale per cercare di ricostruire lo straordinario stile di vita di Gesù.

All’incontro seguirà Cena a Buffet con lo scrittore.
Prenotarsi telefonando allo 0566  59246

Per partecipare alla cena si richiede una piccola quota di € 7,00 a persona

INFO: Biblioteca Comunale 0566/ 48125 - 59246 – Numero Verde 800405650
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10 tesi teologiche da rifiutare e 10 da accettare

10 tesi teologiche da rifiutare e 10 da accettare

 

1. da rifiutare:

 

Sono contrario a una teologia cattolica sempre più diffusa che si può riassumere in 10 punti, ciascuno dei quali è in qualche modo una deformazione del cristianesimo:

 

 

1. L’origine di tutti i mali è la negazione di Dio (e poi si dice che la negazione di Dio si trova soprattutto nell’ateismo e nell’illuminismo)

 

2. Per una vita sociale ordinata e giusta è assolutamente necessaria la fede in Dio come base di valori assoluti e di una certezza morale

 

3. La fede in Dio, tuttavia, deve essere fede nella vera rivelazione di Dio.

 

4. Cristo ci offre la vera e definiva rivelazione di Dio e quindi Cristo è l’unica via di salvezza

 

5. La chiesa cattolica è l’unica veramente fondata da Cristo. Le altre chiese sono o inferiori (come quelle ortodosse) oppure neppure meritano il nome di chiese (come quelle protestanti).

 

6. Non si può affermare che le diverse chiese cristiane convergono verso un'unica verità, né tantomeno affermare che le diverse religioni convergono tutte verso un'unica verità: questo sarebbe relativismo e il relativismo è il male massimo accanto all’ateismo.

 

7. Non si può porre alla base della vita civile internazionale il principio della tolleranza perché la tolleranza è relativista e il relativismo non permette di fondare una morale certa e assoluta per la vita civile.

 

8. L’autorità ecclesiastica cattolica ha diritto di chiedere agli Stati che le leggi dello Stato rispecchino l’etica cattolica.

 

9. Chi nega il diritto della Chiesa di intervenire nelle leggi dello Stato e chi nega la verità della chiesa è un laicista. Il laicismo è il terzo male sociale accanto all’ateismo e al relativismo.

 

10. I non credenti devono aderire alla laicità, cioè ad una posizione non credente aperta però alla possibilità della verità religiosa e aperta alla possibilità della chiesa cattolica di intervenire sullo Stato. Laicità è cosa accettabile, laicismo no.

 

Sono contrario a questa teologia e penso che sia possibile un’altra teologia cristiana e anche cattolica profondamente diversa da questa. Cerchiamo di elaborare una teologia cristiana che sia diversa da questa.

 

 

Nota: per ciascuno di questi punti si possono presentare documenti ecclesiastici recenti che li difendono.

 

Si possono anche proporre delle tesi teologiche opposte a queste dieci le quali siano autenticamente cristiane.

 

 

 

2. da accettare:

 

10 tesi per una teologia cristiana

 

1. Adora veramente Dio chi segue la propria coscienza messa nel cuore dell’uomo da Dio stesso.

 

2. Per una vita sociale ordinata e giusta è necessario il rispetto della giustizia da parte di tutte le correnti e tradizioni religiose e il rispetto dell’altro come valore ultimo assoluto e come limite della propria libertà

 

3. Non c’è una sola strada per pervenire al grande mistero di Dio

 

4. A Dio piace essere adorato in molti modi ed egli stesso ispira le diverse religioni

 

5. Il cristianesimo è stato plurale fin dall’inizio, la pluralità delle chiese è un dato insopprimibile del cristianesimo. Non esiste una sola vera chiesa.

 

6. Ogni chiesa vede da un punto di vista particolare una verità irraggiungibile dall’uomo. Non c’è un solo vangelo, ma i quattro vangeli rappresentano in quattro modi diversi la fede cristiana, così anche le chiese oggi.

 

7. Alla base della vita civile internazionale si deve porre il principio della tolleranza perché la tolleranza permette di fondare una morale certa e assoluta per la vita civile in quanto assume come valore assoluto, non relativo, la vita e l’autocoscienza di ciascun singolo uomo.

 

8. Lo stato non deve assumere come propria legge le norme morali di nessuna religione o chiesa. Ma le chiese e religioni hanno tutte, paritariamente, il diritto di proporre pubblicamente e di vivere pubblicamente il proprio stile morale di vita.

 

9. La negazione del diritto delle chiese e religioni di imporre le proprie norme morali come leggi dello stato è un principio di laicità irrinunciabile.

 

10. I non credenti sono una parte fondamentale della società e nessuno può negare il loro diritto a professare le proprie convinzioni e criticare quelle religiose, come anche i credenti hanno pieno diritto di criticare le opinioni degli atei.

 
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