Adriana Valerio e Giovanni Filoramo discutono con Adriana Destro e Mauro Pesce
il libro
L'uomo Gesù (Milano, Mondadori)
Con chi confrontare Gesù?
MI SCUSO PER IL RITARDO CON CUI RISPONDO; MA IL LAVORO DI QUESTI MESI È PESANTE
Domanda per Mauro Pesce:
Gentile Professore Pesce,
So che da importanza alla divulgazione scientifica, e quindi da importanza alle
domande che le pongono ragazzi come me:perché sa che per la scienza non ci sono
argomenti che non si possono trattare, perché apprezza chi ha curiosità, chi
dimostra interesse verso questi argomenti e si documenta perché vuol sapere e
non restare ignorante, chi ama ragionare con la sua testa. Capisco comunque che
non le pongo forse considerazioni interessanti più di tanto. Ma mi
perdonerà la domanda sciocca, data la mia non competenza.
Mi piacerebbe se potesse dirmi la sua opinione riguardo una domanda che le
posi, e adesso gliela formulo di seguito con più dettaglio, per essere più
chiaro.
Il Gesù storico non è il redentore, e si hanno dubbi se si sia definito il
Messia, e non si può stabilire in che rapporto sia col “Figlio dell’uomo”
di cui parla nel vangelo più antico che abbiamo, quello di Marco.
Non si sa se Gesù si identifichi con il Figlio dell’uomo (oppure ne annunci la
venuta!), se abbia detto di sé di essere il messia oppure no, se conoscesse
quella letteratura Enochica che faceva del titolo “figlio dell’uomo” un titolo
messianico, oppure sia la comunità che ha messo in bocca a Gesù le parole:
“Il figlio dell’uomo è venuto per servire ed a dare la propria vita in riscatto
per molti”, come Lei giustamente sostiene.
A questo punto il confronto con la storia del maestro di giustizia, e forse col
suo ruolo e le sue convinzioni diventa particolarmente interessante.Il Maestro
di Giustizia come Gesù è:
1) fondatore di una comunità che credeva nella nuova
alleanza con Dio tramite di lui, e interpretava con significato messianico gli
stessi passi della Bibbia che i cristiani riferiscono a Cristo; che credevano
nella figura di un servo sofferente, si definivano “poveri in spirito”,
descrivevano il messia con i termini propri dei vangeli (figlio
dell’altissimo), ecc ecc…
2) osservante delle leggi mosaiche;
3) un profeta, e non un guerriero;
4) ha annunciato imminenza della venuta del regno;
5) ispirato da Dio e venuto a spiegare agli uomini il vero
significato delle sacre scritture;
6) ha parlato ai poveri (Craig Evans ritiene probabile che
il discorso delle beatitudini 4Q525 sia riferito a maestro di giustizia);
7) è stato perseguitato dal sinedrio;
8) personaggio di cui le scritture anticipano la venuta con
oracoli profetici (leggo F.F. Bruce, dove per il maestro di Giustizia, si cita
per esempio Habbacuc);
9) i 12 membri dell’assemblea di Qumran ricordano i 12
apostoli, e rappresentano le 12 tribù di Israele;
10) Molti studiosi di una certa fama ritengono che il maestro di
giustizia tornerà alla fine dei tempi e che è un messia, leggendo il
documento di Damasco (Van der Woude, Florentino G. Martinez, Gershom Scholem,
J.C. O’Neill …);
11) Altri studiosi ritengono che sia anche morto martire, e
trovano argomento per sostenere ciò nel documento di damasco (CD 20.14,
“gathering in”, espressione comune per indicare la morte come in Gen 25.8,17) e
nel commento ad Habbacuc (swallowed up, in the Days of Atonement”) (per esempio
J.C. O'Neill, F.F.Bruce, Eisenmann,G.A. Wells,altri…):
12) Nel documento di damasco (CD IV,2) si legge che il
maestro di giustizia è stato inviato per suggellare il patto di nuova alleanza
(Gèza Vermes , dead sea scrolls in English)
13) Secondo lo studioso Kerry A. Shirts, che cita
H.J. Schonfield, il maestro di Giustizia fu identificato con Giuseppe:
14) Il maestro fu tradito nei giorni dello Yom Kippur (days
of Atonement), una festa con significato di remissione dei peccati, come
la Pasqua cristiana, in cui fu tradito Gesù. D’altra parte leggo che nel libro
dei Giubilei, xxxiv. 15, Giuseppe fu venduto dai suoi fratelli nei giorni dello
Yom Kippur
15) E se gli inni di
autoglorificazione, come li definisce il Prof. Knohl in : “il messia prima di
Gesù”, il libro ritirato dal commercio da Mondatori, fosse effettivamente stato
scritto dal Maestro di Giustizia, come sostengono molti (di recente Michael
Wise in “the first messiah", 1999, ha proposto la tesi che sia stato
attribuito a lui, per diverse ragioni)?
Le analogie diventano più strette se si tolgono gli aspetti di Gesù e le
dottrine che sembrano provenire da altre culture non giudaiche alla figura del
Gesù storico .
Lei, personalmente cosa ne pensa?
Mauro Pesce risponde
Nelle mie ricerche non mi è sembrato
mai interessante nè corretto cercare di immaginare che la realtà storica sia
stata occultata collettivamente e che una figura storica come quella di Gesù
non corrisponda storicamente a Gesù, ma ad un altro personaggio, ad esempio il
Maestro di Giustizia di cui parlano documenti delle grotte di Qumran. Cosicchè
per scoprire chi sia Gesù sarebbe necessario sapere chi era il Maestro di giustizia.
Ma lei non dice quest.
Lei dice solo che vi sono delle
affinità e che queste affinità permetterebbero allora di capire meglio
Gesù alla luce di chi fu il Maestro di giustizia.
Ma qui io insisto su un
metodo storico da quale non mi voglio allontanare.
1. Un figura storica, quella di Gesù
ad esempio, va ricostruita sulla base dei documenti che abbiamo che parlano di
lui, letti secondo l'analisi della critica storica.
2. una volta ricostruita una
immagine storica convincente possiamo confrontarla con altri personaggi
dell'epoca ricostruiti con il medesimo metodo di lettura critica delle fonti.
3. il confronto è certo utile,
anzi necessario, ma va fatto con tutte le figure storiche utili del tempo, non
con una sola.
4. Ogni volta che facciamo un paragone
di un personaggio con un altro finiamo per guardare il personaggio che studiamo
solo da alcuni punti di vista: quelli che crediamo divedere nell'altro
personaggio con cui lo confrontiamo. Il pericolo perciò di ridurre il primo al
secondo è altissimo. Bisogna quindi confrontare Gesù con molti personaggi e
ogni volta stare attenti a ciò che di Gesù è assente nel personaggio
confrontato e viceversa.
5. Nel caso di Gesù bisogna partire
da Giovanni il Battezzatore perché è con lui che egli si incontra in un modo
decisivo. In questo momento della mia ricerca sono più interessato a studiare
il confronto di Gesù con il battezzatore. Mi sembta molto strano che certi libri e articoli parlino tanto di un ambiente qumranico di Gesù e tacciano su Giovanni Battista (magari riconducendo anche lui, a Qumran, essensimo. ecc.).
sto leggendo
Sto leggendo con estrema passione “Fredric Jameson, Il
desiderio chiamato Utopia, Milano
Feltrinelli 2007”, soprattutto le pagine sull’Utopia di Moro.
e anche i saggi di Carlo Ginzburg sullo sciamanesimo.
Jameson è straordinariamente stimolante per il suo metodo di analisi dei testi e per la riflessione sulla funzione degli intellettuali e i luoghi di formazione del pensare.
The Jewishness of Jesus and Jewish-Christian Dialogue A Colloquium in honor of Dr. Joep van Beeck, S
Department of Theology
Loyola University Chicago · 1032 W. Sheridan Road, Crown Center, Room 302, Chicago, IL 60660
Phone: 773.508.2350 · Fax: 773.508.2386 · E-mail:
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Le scrivo per sapere cosa ne pensa delle teorie di Emilio Salsi,
Giancarlo Tranfo etc. su Giovanni di Gamala che sarebbe il vero Gesù
storico.
Mauro pesce risponde:
Pur rispettando le loro persone penso che si tratti di lavori non fondati storicamente
Mauro Pesce
mancanza di liberta' nella TV di stato
IERI
HANNO VIETATO LA TRASMISSIONE PROTESTANTESIMO DEI PROTESTANTI ITALIANI
SULLA TV DI STATO PERCHE' AVREBBE PARLATO DEGLI IMMIGRATI SIAMO IN
PIENO REGIME ILLIBERALE INTERVENIAMO COME POSSIAMO DIFENDIAMO LA
LIBERTA' NOSTRA E DEGLI ALTRI
Prsentazione a Follonica del libro L'Uomo Gesù di Destro-Pesce
L'uomo Gesù
Adriana Destro - Mauro Pesce
sabato 20 febbraio 2010
Biblioteca della Ghisa
Con l’intervento di Don Enzo Greco
Ore 17.30
Chi
era davvero Gesù? A chi si rivolgeva la sua predicazione? Cosa nei suoi
comportamenti e nelle sue parole provocò l'entusiasmo di tanti seguaci
e l'ostilità estrema di coloro che l'uccisero? Adriana Destro,
Professore di antropologia culturale dell’Università di Bologna e Mauro
Pesce, Professore ordinario di Storia del Cristianesimo, presso la
stessa Università, si cimentano in una rilettura dei Vangeli canonici
e apocrifi e dei testi del primo cristianesimo, attraverso le lenti
dell'antropologia e della storia sociale per cercare di ricostruire lo
straordinario stile di vita di Gesù.
All’incontro seguirà Cena a Buffet con lo scrittore.
Prenotarsi telefonando allo 0566 59246
Per partecipare alla cena si richiede una piccola quota di € 7,00 a persona
INFO: Biblioteca Comunale 0566/ 48125 - 59246 – Numero Verde 800405650
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
10 tesi teologiche da rifiutare e 10 da accettare
10 tesi teologiche da rifiutare e 10 da accettare
1. da rifiutare:
Sono contrario a una
teologia cattolica sempre più diffusa che si può riassumere in 10 punti,
ciascuno dei quali è in qualche modo una deformazione del cristianesimo:
1. L’origine di tutti i mali è la negazione di Dio (e poi si
dice che la negazione di Dio si trova soprattutto nell’ateismo e
nell’illuminismo)
2. Per una vita sociale ordinata e giusta è assolutamente
necessaria la fede in Dio come base di valori assoluti e di una certezza morale
3. La fede in Dio, tuttavia, deve essere fede nella vera
rivelazione di Dio.
4. Cristo ci offre la vera e definiva rivelazione di Dio e
quindi Cristo è l’unica via di salvezza
5. La chiesa cattolica è l’unica veramente fondata da
Cristo. Le altre chiese sono o inferiori (come quelle ortodosse) oppure neppure
meritano il nome di chiese (come quelle protestanti).
6. Non si può affermare che le diverse chiese cristiane
convergono verso un'unica verità, né tantomeno affermare che le diverse
religioni convergono tutte verso un'unica verità: questo sarebbe relativismo e
il relativismo è il male massimo accanto all’ateismo.
7. Non si può porre alla base della vita civile
internazionale il principio della tolleranza perché la tolleranza è relativista
e il relativismo non permette di fondare una morale certa e assoluta per la
vita civile.
8. L’autorità ecclesiastica cattolica ha diritto di chiedere
agli Stati che le leggi dello Stato rispecchino l’etica cattolica.
9. Chi nega il diritto della Chiesa di intervenire nelle
leggi dello Stato e chi nega la verità della chiesa è un laicista. Il laicismo
è il terzo male sociale accanto all’ateismo e al relativismo.
10. I non credenti devono aderire alla laicità, cioè ad una
posizione non credente aperta però alla possibilità della verità religiosa e
aperta alla possibilità della chiesa cattolica di intervenire sullo Stato.
Laicità è cosa accettabile, laicismo no.
Sono contrario a questa teologia e penso che sia possibile
un’altra teologia cristiana e anche cattolica profondamente diversa da questa. Cerchiamo
di elaborare una teologia cristiana che sia diversa da questa.
Nota: per ciascuno di questi punti si possono presentare
documenti ecclesiastici recenti che li difendono.
Si possono anche proporre delle tesi teologiche opposte a
queste dieci le quali siano autenticamente cristiane.
2. da accettare:
10 tesi per una
teologia cristiana
1. Adora veramente Dio chi segue la propria coscienza messa
nel cuore dell’uomo da Dio stesso.
2. Per una vita sociale ordinata e giusta è necessario il
rispetto della giustizia da parte di tutte le correnti e tradizioni religiose e
il rispetto dell’altro come valore ultimo assoluto e come limite della propria
libertà
3. Non c’è una sola strada per pervenire al grande mistero
di Dio
4. A Dio piace essere adorato in molti modi ed egli stesso
ispira le diverse religioni
5. Il cristianesimo è stato plurale fin dall’inizio, la
pluralità delle chiese è un dato insopprimibile del cristianesimo. Non esiste
una sola vera chiesa.
6. Ogni chiesa vede da un punto di vista particolare una
verità irraggiungibile dall’uomo. Non c’è un solo vangelo, ma i quattro vangeli
rappresentano in quattro modi diversi la fede cristiana, così anche le chiese
oggi.
7. Alla base della vita civile internazionale si deve porre
il principio della tolleranza perché la tolleranza permette di fondare una
morale certa e assoluta per la vita civile in quanto assume come valore
assoluto, non relativo, la vita e l’autocoscienza di ciascun singolo uomo.
8. Lo stato non deve assumere come propria legge le norme
morali di nessuna religione o chiesa. Ma le chiese e religioni hanno tutte,
paritariamente, il diritto di proporre pubblicamente e di vivere pubblicamente
il proprio stile morale di vita.
9. La negazione del diritto delle chiese e religioni di
imporre le proprie norme morali come leggi dello stato è un principio di
laicità irrinunciabile.
10. I non credenti sono una parte fondamentale della società
e nessuno può negare il loro diritto a professare le proprie convinzioni e
criticare quelle religiose, come anche i credenti hanno pieno diritto di
criticare le opinioni degli atei.
A VIDA DE JESUS CRISTO
Editorial Presença, Traduzione portoghese di "Inchiesta su Gesù" (marzo 2008).
Sinopse:
Nos últimos cinquenta anos, novas descobertas... + LEGGI TUTTO